Dopo anni di tentativi, finalmente, arriviamo al dunque: le chiacchiere fatte così sono praticamente uguali a quelle della pasticceria.
Le ricette vengono bene solo dopo aver provato e riprovato per anni, c’è poco da fare. Così, quest’anno, finalmente si è sbloccato qualcosa. In casa, di questi periodi, c’era sempre un odore di fritto buono, di zucchero a velo e di festa che riporta subito ai momenti più allegri dell’inverno. Ma adesso c’è qualcosa in più: le chiacchiere sono venute perfette. Per anni, il risultato non è stato proprio quello che si sperava. Mancava quel “crack” deciso che fa capire subito che la consistenza è perfetta.

Riuscire a ottenere un risultato professionale non è sempre una questione di fortuna o di avere strumenti costosi. Molte volte si tratta di piccoli passaggi che spesso sottovalutiamo o di un ordine preciso nel mescolare le cose.
Le chiacchiere e il trucco invisibile per bolle giganti e massima friabilità
Se ti stai chiedendo come mai le chiacchiere dei pasticcieri professionisti siano così piene di bolle in superficie, il segreto non sta in una farina magica, ma in una scelta ben precisa: l’uso dell’alcol. Che sia rum, grappa, marsala o anice, aggiungerlo all’impasto cambia completamente la struttura del dolce. Quando le chiacchiere finiscono nell’olio bollente, l’alcol evapora istantaneamente, spingendo la pasta verso l’esterno e creando quelle micro-camere d’aria che diventano le famose bolle.

Questo processo non serve solo per l’estetica. L’evaporazione rapida impedisce alla pasta di assorbire troppo olio, rendendo la chiacchiera molto più leggera e croccante. Senza questa componente, il rischio è di ottenere un impasto piatto e leggermente gommoso. Il liquore, inoltre, dona quel retrogusto aromatico che rende ogni morso irresistibile, senza però lasciare traccia della parte alcolica, che sparisce del tutto con il calore della frittura.
Per ottenere circa 40-50 chiacchiere e far felici tutti, segui queste dosi e, soprattutto, rispetta i tempi di riposo. È qui che si crea la croccantezza.
Ingredienti:
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350 g di farina 00 (ben setacciata)
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2 uova medie
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30-50 g di zucchero
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30-40 g di burro morbido (o olio per chi vuole stare leggero)
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35-40 g di liquore (rum o grappa, è questo il segreto delle bolle!)
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Scorza di un limone e un pizzico di sale
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Olio di semi di arachide per friggere e zucchero a velo
E’ il momento del procedimento:
Inizia mescolando uova, zucchero, sale, liquore e scorza di limone. Lavora finché lo zucchero non si scioglie, poi aggiungi il burro morbido. Aggiungi la farina poco alla volta. Devi ottenere un panetto liscio e morbido. Se ti sembra duro, lavoralo ancora un po’: l’elasticità è fondamentale.
Avvolgi tutto nella pellicola e aspetta 30 minuti. Questo serve a rilassare il glutine: solo così potrai stendere la sfoglia sottilissima, quasi trasparente.
Scalda l’olio a 170-180°C. Friggi pochi pezzi per volta per non abbassare la temperatura. Vedrai le bolle comparire in pochi secondi! Girale subito, scolale su carta assorbente e, solo quando sono fredde, spolvera con tantissimo zucchero a velo.
Per passare dal “buono” al “wow”, ricordati che l’olio deve essere sempre pulito e la sfoglia deve essere spessa quanto un velo. Se le tiri troppo grosse, diventeranno dure invece che friabili. Ora che conosci il segreto dell’evaporazione dell’alcol e l’importanza del riposo, le tue chiacchiere non avranno nulla da invidiare a quelle della pasticceria sotto casa.





