Regali, fiori, cioccolatini e scelta del ristorante: a San Valentino bisogna assolutamente evitare alcune figuracce.
San Valentino si avvicina e, ammettiamolo, un po’ di ansia da prestazione c’è. Si fa sentire. Tra cuori rossi ovunque, pubblicità martellanti e aspettative che spesso superano la realtà, il rischio di inciampare in qualche scivolone epico è decisamente dietro l’angolo.
Che siate fidanzati da pochi mesi o sposi da una vita, l’obiettivo è lo stesso: passare una bella serata senza nessuna figuraccia memorabile. Il problema è che spesso, nel tentativo di stupire a tutti i costi o di fare le cose in grande, si finisce per cadere nelle classiche trappole che trasformano una cena romantica in una vera e propria tragedia greca. Evitare la brutta figura è quasi un’arte, soprattutto in un giorno dove la sensibilità è amplificata. Ecco quindi una piccola guida di sopravvivenza per evitare di trasformarvi nel peggior partner dell’anno.
La prima regola aurea è pianificare, ma senza esagerare con l’originalità improvvisata o, all’opposto, con una pigrizia disarmante. L’errore numero uno è prenotare in un posto che il vostro partner detesta profondamente, magari cercando di imporre i vostri gusti col pretesto che “è una novità che devi provare”. La cena deve essere un piacere condiviso, non una tortura gastronomica imposta. Ancora peggio è non prenotare affatto, pensando ingenuamente di trovare posto ovunque, per poi finire a mangiare un kebab freddo in macchina perché tutti i locali sono pieni e l’atmosfera è andata in fumo ancor prima di iniziare.
Passando ai regali, la gaffe più comune è il regalo impersonale o, peggio, riciclato male. Evitate come la peste elettrodomestici che implicano lavoro domestico, abbigliamento di tre taglie più piccolo o, tragicamente, confezioni di cioccolatini presi al volo al distributore automatico dell’ufficio mentre vi ricordavate che era il 14 febbraio. Un regalo deve dimostrare che conoscete l’altra persona, non che avete cercato la cosa meno costosa o più comoda negli ultimi cinque minuti disponibili. Un altro scivolone epico è dimenticare il regalo proprio a casa, o peggio, scambiare il nome sulla confezione regalo con quello dell’ex. Un regalo fatto male vale meno di nessun regalo, perché comunica disinteresse. E ricordate, puntare tutto sul prezzo alto non garantisce il successo se l’oggetto non ha alcun significato per chi lo riceve.
Se decidete di andare sul classico con i dolci, sappiate che non tutti i cioccolatini sono uguali e la scelta può nascondere insidie inaspettate. Presentarsi con una scatola piena di gusti che il vostro partner odia, magari comprata in offerta al supermercato senza neanche guardare cosa c’è dentro, è un segnale chiaro che non c’è stata alcuna attenzione né ricerca. È il modo perfetto per dire “mi sono ricordato all’ultimo”. Ancora più pericoloso è ignorare intolleranze o diete specifiche che il vostro partner segue con attenzione. Regalare cioccolato al latte a un intollerante al lattosio non è un gesto romantico, è un sabotaggio in piena regola che rovinerà la serata ben prima del dessert.
Infine, massima attenzione ai bigliettini e alle parole scelte. Le frasi fatte copiate da internet o scritte con un tono burocratico e distaccato sono il modo perfetto per spegnere qualsiasi entusiasmo. Non serve essere poeti o citare Shakespeare, basta essere sinceri. Tuttavia, evitare di scrivere cose imbarazzanti, troppo generiche o che fanno capire chiaramente che avete passato venti minuti a cercare su Google “frasi d’amore brevi” è fondamentale per mantenere alto il livello della serata. Il biglietto è spesso la parte più importante del regalo: un pensiero scritto a mano, anche semplice, vale più di un diamante confezionato male. Non lasciate che una frase banale distrugga tutto ciò che di buono avete costruito con la cena o il regalo.
San Valentino non richiede gesti eclatanti o cifre esorbitanti, ma un po’ di premura, attenzione e buon senso. Evitando queste classiche cadute di stile, avrete già ottime probabilità di passare una serata serena e, soprattutto, di non dovervi scusare per giorni con il vostro partner.
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