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Evita questi 3 comportamenti al ristorante se non vuoi far infuriare il personale

Alcuni comportamenti, anche più di altri, sono da evitare al ristorante: se non vuoi far arrabbiare il personale, evita.

Andare a cena fuori è uno dei piaceri a cui nessuno vuole rinunciare. È il momento perfetto per staccare la spina, chiudere il computer e godersi del buon cibo in compagnia. Spesso scegliamo il locale con cura: guardiamo le foto su Instagram, leggiamo le recensioni e cerchiamo quel posto che ci faccia sentire davvero coccolati. Entriamo, ci accomodiamo e aspettiamo di gustare quello che propone lo chef.

Quali sono i comportamenti da evitare al ristorante – ristorantesorateresaardea.it

Attenzione, però, perché esiste un equilibrio invisibile tra chi siede al tavolo e chi lavora tra i fornelli e la sala. A volte, senza nemmeno rendercene conto, facciamo dei piccoli gesti che trasformano una cena perfetta in un momento negativo per tutti. Non è una questione di cattiveria, ma di distrazione. Niente paura: basta poco per fare la differenza e assicurarsi che l’atmosfera resti piacevole fino al momento del caffè.

I tre comportamenti che mettono in crisi il servizio al ristorante: meglio evitare

Capita spesso di pensare che, una volta pagato il conto o ordinato il piatto principale, il nostro “compito” di clienti sia finito. In realtà, la gestione di un ristorante è un meccanismo di precisione, simile a un orologio svizzero. Quando questo meccanismo si inceppa, la colpa non è sempre della cucina lenta o del personale scarso, ma di tre abitudini specifiche che molti di noi hanno acquisito nel tempo.

Mai spostare i tavoli al ristorante – ristorantesorateresaardea.it

Il primo grande ostacolo è la gestione dello spazio fisico. Molti clienti, presi dall’entusiasmo di una cena di gruppo, tendono a spostare i tavoli da soli. Può sembrare un gesto innocuo, quasi un aiuto per velocizzare le cose, ma la realtà è opposta. Unire due tavoli senza consultare il personale altera il flusso del servizio, calpestando le “corsie” invisibili che i camerieri percorrono per non scontrarsi. Ancora più grave, questa iniziativa può bloccare le uscite di sicurezza o intralciare il passaggio dei colleghi che trasportano vassoi pesanti. Chiedere sempre prima di spostare anche solo una sedia è il primo passo per un servizio efficiente, senza intralcio.

Un altro punto critico riguarda il tempo, specialmente quello che trascorriamo al tavolo dopo aver saldato il conto. Occupare il tavolo oltre il dovuto, magari restando a chiacchierare per un’ora dopo aver pagato, mette il personale in una posizione terribile. Se il locale è pieno e ci sono persone in attesa, il cameriere si ritrova nel mezzo di un conflitto: non vuole essere scortese con voi, ma deve garantire il fatturato al titolare e il posto a chi ha prenotato. Il “camping” al tavolo è uno degli stress maggiori per chi gestisce le prenotazioni.

L’errore più comune e meno discusso è però quello di ordinare “a rate”. Chiamare il cameriere cinque volte in dieci minuti per chiedere prima l’acqua, poi il pane, poi un tovagliolo e infine il vino, distrugge la produttività della sala. Ogni volta che un cameriere torna al vostro tavolo per una singola piccola richiesta, sta togliendo tempo a un altro tavolo che magari sta aspettando di ordinare o di pagare. Raggruppare le richieste è la mossa vincente: prima di chiamare il personale, chiedete ai vostri commensali se serve qualcosa a qualcun altro. In questo modo ottimizzerete i loro spostamenti e riceverete tutto ciò che vi serve in un colpo solo, senza interruzioni continue della vostra conversazione.

Rispettare queste piccole regole significa essere dei buoni clienti, che semplicemente rispettano il personale di sala che sta lavorando per loro in quel momento. Quando evitiamo di ordinare a rate, quando rispettiamo i tempi di rotazione dei tavoli e quando chiediamo il permesso prima di modificare l’assetto della sala, ci stiamo comportando in maniera educata. Ecco, dovrebbe essere sempre così, a prescindere da tutto.

MG

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