Non te ne accorgi, non te ne rendi conto, eppure il ristoratore sa bene cosa scatta nella tua mente quando entri nel suo locale e guardi il menù.
Non è un caso e non è solo “colpa” della tua fame. Dietro una lista di piatti si nasconde una vera e propria scienza della persuasione.

Mentre tu cerchi qualcosa di buono da mangiare, il menu sta lavorando sul tuo subconscio. Ecco i tre metodi più efficaci che vengono usati ogni giorno per guidare le tue scelte al ristorante.
“Dettagli” curiosi: tra prezzi sul menù, simboli e camerieri
Immagina di aprire il menu e trovare in cima, ben in vista, un’aragosta a 60€. La tua reazione immediata è: “Accidenti, è un po’ caro questo posto!”.
Poco sotto, però, leggi “tagliata di manzo” a 30€. Improvvisamente, quei 30€ non sembrano più così tanti, vero? Anzi, sembrano quasi un affare.
Beh, è tutto studiato nella maggior parte dei casi. L’aragosta è l’ancora. Non serve necessariamente a essere venduta (se succede, è solo un bonus), ma serve a stabilire un punto di riferimento alto.
Questo sposta la tua percezione del valore, rendendo i piatti successivi psicologicamente accettabili. Senza quell’ancora da 60€, avresti percepito i 30€ della bistecca come un prezzo alto; con l’ancora, ti senti un cliente oculato che ha fatto una scelta furba.
Ma andiamo avanti. Hai mai fatto caso che nei ristoranti più alla moda o di alto livello i prezzi sono scritti come numeri “nudi” (es. 22 invece di 22,00€)? Non è solo minimalismo estetico, è neuroeconomia pura.
Gli studi dimostrano che il simbolo della valuta (€, $, £) attiva nel cervello le stesse aree legate al dolore fisico. Vedere il simbolo dell’euro ricorda immediatamente al cliente che si sta separando dai propri soldi. Rimuovendo il simbolo, il ristorante trasforma il prezzo in un semplice numero. Senza il “marchio” del denaro, tendiamo a spendere di più, concentrandoci sul piacere del cibo piuttosto che sul costo effettivo della transazione.

C’è un ultimo dettaglio. Il cameriere si avvicina con un sorriso smagliante e ti sussurra: “Oggi lo chef consiglia vivamente i nostri ravioli di branzino ai frutti di mare fuori carta”. Sembra un privilegio riservato a pochi, un prodotto freschissimo appena arrivato dal mercato. A volte, però, la realtà è meno poetica.
In gergo tecnico si chiama “move it or lose it” (muovilo o perdilo). Spesso, il piatto del giorno è stato creato per utilizzare ingredienti che lo chef ha in eccesso in frigorifero e che devono essere consumati entro poche ore per non essere buttati. Se il cameriere è troppo insistente, potrebbe non essere per amore della cucina, ma perché ha l’ordine tassativo di “spingere” quel piatto per minimizzare le perdite del locale.
La prossima volta che ti siedi al tavolo, guarderai sicuramente il menu con occhi diversi. Forse, ti sembrerà di guardare una mappa tattica disegnata per influenzarti. Sapere come funziona il gioco ti permetterà di scegliere con la tua testa (e con il tuo stomaco), senza farti incastrare dalle ancore o dai numeri invisibili.





