C’è poco da fare, quando porti in tavola un vassoio di polpette la serata cambia piega. Piacciono a tutti, fanno subito casa e mettono d’accordo grandi e bambini.
Però, ammettiamolo: dopo un po’ la solita ricetta al sugo o quella fritta rischia di diventare scontata. Cerchiamo sempre quel tocco magico, quel sapore particolare che faccia esclamare ai nostri ospiti: “Ma come le hai fatte? Hanno un profumo incredibile!”.
Immaginate un piatto che unisca la morbidezza della carne macinata a un condimento ricco, profumato di bosco e di vino buono. Non è la solita cena veloce, ma un trionfo di sapori che sembra uscito dalla cucina di un ristorante tipico, pur restando semplicissimo da preparare. Se siete stanchi della solita routine ai fornelli e volete stupire tutti con un trucco che lascerà il piatto pulito (e richiederà molta scarpetta), siete nel posto giusto. Il segreto sta tutto in un metodo di cottura che di solito usiamo per altre pietanze, ma che sulle polpette fa miracoli.
Questa volta uniamo due pilastri della cucina casalinga. Prendiamo le classiche polpette e le tuffiamo nel sughetto tipico del pollo alla cacciatora! Le polpette alla cacciatora sono una vera rivelazione. La carne di vitello, delicata e tenera, incontra la grinta di un soffritto classico e l’aroma inconfondibile del rosmarino e del vino rosso.
L’aggiunta delle olive nere nel sugo dà quella spinta di sapidità che trasforma un piatto semplice in un’esperienza gourmet. È una ricetta sostanziosa ma equilibrata, perfetta per un pranzo della domenica o una cena tra amici dove il pane fresco in tavola non deve assolutamente mancare.
Ecco cosa ti serve:
Carne macinata di vitello: 500 g
Pangrattato: 100 g
Grana Padano DOP grattugiato: 40 g
Uova: 3
Latte intero: 50 g
Aglio: 1 spicchio
Prezzemolo fresco: q.b.
Passata di pomodoro: 500 g
Vino rosso: 50 g
Trito per il sugo: 1 cipolla, 1 carota e mezza costa di sedano
Aromi: 1 rametto di rosmarino, sale, pepe e olio extravergine d’oliva
Procedimento:
Iniziate occupandovi dell’impasto delle polpette. In una ciotola bella capiente, lavorate il macinato di vitello con le uova, il Grana Padano e l’aglio (che potete schiacciare o sminuzzare finemente). Aggiungete il prezzemolo tritato, il pangrattato e il latte. Quest’ultimo è il vero trucco per renderle morbidissime, quasi come una nuvola! Impastate bene con le mani finché il composto non è omogeneo e formate delle palline della grandezza di una noce.
Mettete un attimo da parte le polpette e preparate il “cuore” del piatto: il sugo. Tritate finemente sedano, carota e cipolla e fateli appassire dolcemente in padella con un giro d’olio. Quando il soffritto è profumato, adagiate le polpette e fatele rosolare con cura su tutti i lati. Questo passaggio serve a sigillare la carne e renderla saporita.
A questo punto, alzate leggermente la fiamma e sfumate con il vino rosso. Una volta evaporato l’alcol, aggiungete il rosmarino (sentirete che profumo!) e versate la passata di pomodoro. Se volete quel tocco in più che fa chiedere “Ma che ci hai messo?”, aggiungete ora le olive nere. Coprite con il coperchio e lasciate cuocere a fuoco lento per circa 20-25 minuti.
Le polpette alla cacciatora sono pronte quando il sugo si è ristretto diventando lucido e invitante. Servitele subito, ancora fumanti, magari accompagnate da una fetta di pane casereccio tostata. È un piatto che sa di festa, di famiglia e di ingegno in cucina. Una volta provate, vi assicuro che la versione classica passerà in secondo piano!
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